La mamma è sempre la mamma

Anche se è passato qualche giorno dalla Festa della Mamma, ci tenevo a dedicare un momento a questa ricorrenza.

Il cinema ha sempre riservato un posto di rilievo alla figura materna, come può testimoniare anche il titolo di questo blog. Ci sono madri apprensive come Kate McAllister, che trascorre ben due vacanze di Natale a cercare quella peste in terra nota come Kevin; madri vendicative come la Sposa in Kill Bill; madri in divenire ma giù promettenti come lo sceriffo Marge in Fargo.

E poi ci sono queste madri. Quelle con qualche problemino irrisolto. Quelle che non trattano benissimo i figli né quelli che hanno la sfortuna di conoscerli. Quelle che, ogni tanto, si lasciano scappare una coltellata. E quali sono state le migliori (… va bene, le peggiori) a graziare la celluloide con la loro presenza? Scopriamolo!

 

 

10

La madre di Stifler (American Pie)

10 - La madre di Stifler

Non sarà una maniaca assassina né una perfida manipolatrice come molte delle sue colleghe che affollano questa lista, ma la madre di Stifler merita un posto in graduatoria per un crimine imperdonabile: aver dato alla luce Stifler. È più che sufficiente.

 

9

Eleanor Iselin (Va’ e uccidi)

9 - Eleanor Iselin

Angela Lansbury raggiungerà l’apice della propria capacità mortifera ne La signora in giallo, ma anche qui, nei panni di una donna assetata di potere che sottopone il figlio al lavaggio del cervello, dimostra di aver già le carte in regola per diventare la futura donna più pericolosa della televisione.

 

8

Zira (Il re leone 2)

8 - Zira

Zira riprende il piano della senatrice Iselin e, per buona misura, ci aggiunge anche un po’ di sana instabilità emotiva e veterotestamentaria irascibilità. Congratulazioni, Zira: non solo hai trasformato uno dei tuoi cuccioli in un agente dormiente, ma hai anche cresciuto la versione felina di Ed Gein.

 

7

Beverly Sutphin (La signora ammazzatutti)

7 - Beverly Sutphin

John Waters non è noto per aver creato delle madri esemplari – si salva giusto Edna in Hairspray – e, grazie a lui e alla magistrale interpretazione di Kathleen Turner, questa casalinga dell’alta borghesia a stelle e strisce riesce ad essere ancor più terrificante di Divine in Pink Flamingos.

 

6

Mary Lee Johnston (Precious)

6 - Mary Lee Johnston

Cos’abbiamo avuto finora? Una scacchista della politica, una casalinga da commedia nera, una leonessa shakespeariana, la madre di Stifler… tutto molto cinematografico. Mary Lee invece incarna il ruolo della madre terribile in un contesto realistico, fatto di abusi costanti e pervaso da una mentalità a dir poco malsana. Forse non è la più pericolosa in assoluto fra le donne di questa lista ma, tristemente, è la più facile da incontrare nella vita vera.

 

5

L’Altra Madre (Coraline e la porta magica)

5 - L'altra madre

I genitori nella vita reale possono essere terribili, è vero, ma a volte anche i mondi fantastici non sono quei rifugi sicuri che immaginavamo. Un capolavoro come Coraline può fregiarsi di uno dei migliori cattivi animati degli ultimi anni, un concentrato di malvagità ancestrale che, come un ragno, tesse una tela di moine e affetto materno per attirare in trappola la sua prossima preda.

 

4

Pamela Voorhees (Venerdì 13)

4 - Pamela Voorhees

Ogni scarrafone è bello a mamma soja, ma ci vuole una mamma davvero particolare per amare il caro Jason. La signora Voorhees sembra non essersi fatta troppi problemi in tal senso, avendo iniziato lei stessa la serie di delitti che sarà poi portata avanti dal figlio. Armata di maglione azzurro e di un irripetibile ghigno, Pamela Voorhees resta uno dei motivi per evitare il campeggio, oltre alle zanzare.

 

3

Margaret White (Carrie: Lo sguardo di Satana)

3 - Margaret White

I cattivi umani di Stephen King hanno spesso una marcia in più rispetto a quelli sovrannaturali. Margaret ne è uno degli esempi più lampanti. Fanatica e instabile a livelli quasi istrionici ma comunque terribilmente convincenti, questa donna fa sì che l’inferno vissuto da Carrie a scuola continui anche una volta varcata la soglia di casa.

 

2

Joan Crawford (Mammina cara)

2 - Joan Crawford

Dalle mamme verosimili passiamo a quelle in carne ed ossa. Il libro scritto da Christina Crawford e dal quale è stato tratto questo film è stato al centro di una grossa controversia ma, se anche solo un decimo di quanto vi è scritto fosse successo realmente, il solo pensiero farebbe gelare il sangue. La Crawford interpretata da Faye Dunaway è un’alcolista ossessionata dalla fama e dal controllo, un’arpia imbellettata dall’umore imprevedibile che manda in rovina tutto ciò che la circonda, in primis i suoi due figli adottivi. Anche se il film è un mirabile esempio di cinema camp e trash, un simile personaggio si sentirebbe più a proprio agio in un horror.

 

1

Norma Bates (Psyco)

1 - Norma Bates

Ed eccoci arrivati alla numero uno, alla madre di tutte le madri terribili sul grande schermo. Ispirata ad una donna esistita veramente e con un figlio ancora più inquietante di Norman – proprio quell’Ed Gein che ho menzionato prima; cercatelo su Google se vi piacciono i serial killer e siete soli in casa – Norma Bates non compare in Psyco se non per qualche celeberrimo istante ma la sua ombra aleggia costantemente sul figlio. Con la sua edipica influenza, Norma ha plasmato uno degli assassini più famosi del cinema e merita senza dubbio il primo posto di questa classifica.

 

 

… sì, mamma ho capito che è pronto! Arrivo!

Fantastic 4 – I Fantastici Quattro

fantastic_four_2015_posterTitolo originale: Fantastic Four

2015 – Regia: Josh Trank – Con: Miles Teller, Kate Mara, Michael B. Jordan, Jamie Bell, Toby Kebbell, Tim Blake Nelson

Quale giorno può essere migliore della Pasqua per recensire un film che ha affossato definitivamente la serie che avrebbe dovuto far risorgere, insieme alla reputazione di pressoché tutte le persone coinvolte nella sua realizzazione? Ma andiamo con ordine.

Nel 2005, la 20th Century Fox realizzò il primo film sui Fantastici Quattro, che fu accolto con una certa sufficienza dalla critica. All’epoca le mie uniche conoscenze di film sui supereroi erano la vecchia saga di Batman e i primi due Spider-Man, quindi le mie aspettative erano piuttosto alte ma, nel complesso, mi piacque la scelta di puntare sulla commedia. Anche a distanza di anni, continua a sembrarmi un film piacevole, dal taglio piuttosto televisivo ma valorizzato da una buona alchimia fra i protagonisti.

Anche se il successivo I Fantastici Quattro e Silver Surfer fu abbastanza dimenticabile, nonostante il sempre bravo Doug Jones, la serie riuscì a mantenere, se non altro, una propria dignità, tanto che si iniziò a parlare di un terzo film già nel 2009. Il progetto, tuttavia, rimase in sospeso fino al 2012, quando fu annunciata la scelta di Josh Trank per la regia. A mio parere è stato quello l’inizio della fine. All’epoca, l’unica esperienza di Trank nel genere dei super eroi era Chronicle, ampiamente pubblicizzato ma, nel complesso, deludente e mal costruito. Inoltre, Trank stava guadagnando una certa fama di prima donna, che culminò con la sua esclusione da un progetto legato a Star Wars. Ciò nonostante, nel 2012 la tempesta era ancora lontana.

Giunse il 2014 e iniziarono a circolare delle notizie sul casting per quello che sarebbe stato un reboot e non il terzo capitolo della serie originale. Fu allora che iniziai a subodorare la fregatura. Michael B. Jordan nel ruolo della Torcia Umana era una scelta insolita ma accettabile: Johnny e Sue potrebbero tranquillamente essere fratellastri senza che ciò danneggi il loro rapporto. Quello che non mi convinceva erano le polemiche, che avevano tutta l’aria di essere una subdola campagna pubblicitaria e che si protrassero per un tempo sproporzionato all’evento in sé. Quando si ricorre alle controversie per promuovere un prodotto, è un segno che la qualità lascia a desiderare.

La realizzazione del film un travaglio a causa dei continui disaccordi fra Trank e la Fox, che culminarono in un taglio del budget e l’esclusione del regista dalla post-produzione. Nell’agosto 2015, a pochi giorni dall’uscita del film, Trank attaccò la Fox con un Tweet (subito cancellato).

Trank Tweet

“Un anno fa avevo una versione fantastica di questa cosa. E avrebbe ricevuto delle grandi recensioni. Probabilmente non la vedrete mai. Ma questa è la realtà.

Con queste premesse per nulla incoraggianti, il film debuttò nelle sale statunitensi il 7 agosto 2015, per arrivare in quelle italiane il 10 settembre.

Per quanto le previsioni fossero plumbee, il film si rivelò ancora più brutto.

Il film è disastroso sotto ogni punto di vista. Il problema principale è il ritmo soporifero dovuto ad un continuo rimandare l’azione per dedicare spazio a dialoghi e scenette superflue tra i protagonisti. Il primo tempo è fondamentalmente un prologo con quattro ragazzetti più o meno disagiati che non riescono a suscitare un minimo di interesse, figuriamoci di simpatia. Anche il futuro Victor Von Doom è ridotto ad una specie di blogger antisociale. La cupezza domina tutto il film, spegnendo qualsiasi tipo di entusiasmo e trasformando quella che poteva essere una buona combinazione di azione ed umorismo in un lento, apatico naufragio nella melma.

Non che le scene d’azione siano migliori. Gli effetti speciali non sono all’altezza e il risultato complessivo ricorda più un horror che un film di supereroi. Il tanto atteso scontro fra Doom e i quattro dura poco più di cinque minuti e non giustifica l’attesa prolungata per tutto il resto della pellicola.

Poi, il cast. Jordan è il problema minore. Teller è inadatto al ruolo di Reed Richards, tant’è che forse sarebbe stato più comodo per tutti se lui e Jordan si fossero scambiati i ruoli. Bell e la Mara sono professionali ma, nel complesso, anonimi. In particolare, Bell esce in netto svantaggio se paragonato alla prova di Chiklis nei due film precedenti. Il migliore è Kebbell, che conferisce un minimo di personalità al suo Doom. Kebbell ha avuto modo di dimostrare la propria abilità attoriale in varie produzioni, incluso un episodio di Black Mirror, anche se dovrebbe considerare l’idea di cambiare agente se non vuole passare la vita a fare il bravo attore in film scadenti.

In generale, sembra che il film abbia cercato di allontanarsi il più possibile dai due che l’hanno preceduto, ottenendo come unico risultato quello di stravolgere gli aspetti positivi di questi ultimi due e non di correggerne i difetti. Il cast sembra troppo disomogeneo? Scegliamo degli attori emergenti ma non distinguiamoli a sufficienza fra loro. Troppa comicità? Facciamo una storia mainagioia da grungettoni. Le dinamiche fra i protagonisti sono troppo leggere? Mettiamoci un sacco di tempo per farli collaborare e rendiamoli comunque una famiglia disfunzionale. I poteri sono troppo fumettosi? Rendiamo il primo impatto con essi una scena da lazzaretto.

A coronare l’insuccesso, arrivò la mazzata dal botteghino: 60 milioni di dollari incassati fra gli USA e il mercato internazionale contro i 122 milioni di budget.

Passati il rumore e la furia, cosa rimane? Il relitto di un disastro scatenato dalla Fox per non perdere il copyright sul materiale originale e da Trank per aver rifiutato una collaborazione che sarebbe stata vitale sia per il film che per la sua carriera, e delle carriere che stanno cercando di riprendersi da un simile flop: Jordan si è ripreso grazie al successo di Creed, per esempio, mentre Kebbell ha trovato dei ruoli in grosse produzioni, incluso Kong: Skull Island.

Chissà, forse un giorno qualcuno girerà un film su questo film. E sarà il più grande successo per il genere catastrofico dai tempi di Titanic.

VOTO: CAGATA PAZZESCA!

E con questa fanno 11

Anche quest’anno torna il Nonantola Film Festival, giunto all’undicesima edizione (e io tornerò a scrivere qualcosa su questo blog).

L’anteprima si terrà a Bomporto mercoledì 26 aprile, mentre il concorso 4 Giorni Corti si svolgerà dal 28 aprile al 1° maggio, subito dopo la serata di apertura che si svolgerà la sera del 27 aprile presso il teatro Troisi di Nonantola.

Come sempre, potete trovare tutte le informazioni sul sito http://www.nonantolafilmfestival.it/

E, per chi ci sarà, ci vediamo in sala.